Sarah Pierce - Birdman

Sarah Pierce è una nuova realtà emergente del mondo
cantautorale americano che, in qualche modo, è legata
all'Italia e, in particolare alla nostra provincia. Sarah
nasce a Rockford, Illinois, figlia di un allevatore di
bestiame. Dotata di una voce non comune sui toni
bassi, questa sua caratteristica le crea qualche
problema agli esordi quando la mentalità conformista
della provincia americana trovava che fosse "poco
femminile".

Accantonate per qualche anno le proprie ambizioni
musicali, si laurea in medicina.

Trasferitasi a Phoenix forma il suo primo gruppo,
Sarah Pierce & the Heaters con cui incide il suo primo
album West Texas Wind.

Abbandonate le zone rurali per la California (Santa
Barbara), si libera dalle pastoie di un country
tradizionale per allargare i propri orizzonti e dilatare la
propria musica.

Il suo definitivo trasferimento ad Austin (Texas) le
consente di mettere radici in un posto che sente come
"casa" e affinare il proprio stile musicale: la figlia del
cowboy è diventata una cantautrice "universale".
Condivide esperienze e palcoscenico con artisti come
 Jerry Jeff Walker, Arlo Guthrie, Fabulous
 Thunderbirds, Asleep At The Wheels e altri ancora.
 Nel 1995 incide il secondo album Place Like Home
 e compie il suo primo tour europeo (in cui viene
 compresa anche l'Italia). Tra una tournee e l'altra, tra il
 '98 e il '99, con l'aiuto di Merel Bregante (già batterista
 di Loggins & Messina, Chris Hillman e Nitty Gritty
 Dirt Band), marito e produttore, e di una manciata di
 musicisti italiani che ben conosciamo (i componenti dei
 Chicken Mambo!) prepara il materiale per il nuovo
 album che vede la luce nel 2000.

Birdman è il titolo dell'album (e anche di uno
dei brani più riusciti del CD). 12 delle 13 canzoni sono
state scritte da Sarah. I testi prendono sempre spunto da
picole storie personali come My Street che parla della
ricerca di un "groove" musicale che possa essere
applicato anche alla vita: per esempio il battito del cuore.

Oppure Birdman che
racconta della strana apparizione, in una tiepida alba,
di uno strano personaggio, con un lungo cappotto
nero, che dava da mangiare agli uccelli. Turn Around
si basa sul racconto che le faceva la nonna quando le
parlava del suo gioco preferito da ragazzina: mettersi a
girare in tondo in un campo di grano sino a quando, in
preda alle vertigini, non cadeva a terra dove restava ad
osservare le nuvole che correvano nel cielo.

Musicalmente, se dovessi proprio fare un paragone,
potrei accostarla a Shania Twain, Linda Ronstad o
Emmilou Harris ma sarebbe restrittivo. Provate ad
ascoltare la splendida cover di What A Wanderful
World.

di Furio Sollazzi

for the entire thing go to:
http://www.miapavia.com/musica/recensioni/sarah.cfm